dal 16 al 21 marzo 2007
Cinema il deposito, Parigi
Edito
Erede dell'féminisme, e delle culture gays,
lesbiennes e trans, la teoria ed il movimento politico Queer déconstruisent i tipi ed il
sexualités. Sul modello di Jean Genet che,
invitando a trasformare la vergogna di scommettesti in orgoglio,
chiamavi ad una nuova formulazione, con dominati essi stessi,
individualmente e collettivamente, della loro soggettività, il cinema
Queer, riflesso di nuove forme di relazioni, di essere al mondo, di
proposte artistiche, è venuto oggi a rovesciare i modi di produzione
e le forme stesse di un'arte del cinema.
Lasceremo quest'anno un posto importante al cinema
femminista e tenteremo di tracciare i punti di convergenze con il
pensiero queer.
Molti appuntamenti sono inevitabili durante il festival, di cui
in particolare:
L'apertura del festival attorno a?uvre dell'artista performer Leigh Bowery, figura culto degli
anni 80 e della furia della cultura underground. Il percorso
vertigineux di un creatore di costumi hallucinants che ridefinivano
nuovi corpi che sfidano tutte le norme.
Il giorno intero dedicato alla riunione tra "movimento Queer e post-colonialismo", con in
particolare "Black Nations/Queer Nations" di Shari Frilot, proiettato
per la prima volta da 12 anni in Francia, e "Mama n. lo dijo" del
Mujeres Creando, me lo celebra gruppo femminista radicale boliviano,
che a partire da prestazioni e da poesie insolents, réapproprie lo spazio pubblico per trasformarlo meglio.
Incredibile il "damerino Dust" di Hans
Scheirl, pellicola-culto all'incrocio del cinema
sperimentale e della science-fiction, che, con una proliferazione di
innesti, di fluidi, di esseri mutants alle frontiere mentali e
corporali completamento scoppiate, spiega ciò che potrebbe essere un
immaginario queer nella sua forma più débridée, che tiene allo
stesso tempo del cyborg e della post-identità.
Molte sorprese future scoprire sul posto, i videi di Oreet Ashery, dello photographe Del LaGrace Volcano, del GAT, delle pantere
rosa di Montreal o di performer Steven sud-africain Cohen, una pellicola
nuova di Judith Cahen, intervista
stupefacente di Catherine Millet attorno a performer Alberto
Sorbelli, molto la bella zona Mozart dello
réalisateur camerunese Jean-Pierre Bekolo, un documentario inedito attorno al filosofo queer Beatriz Preciado, uno opéra-porno-social di Jean-Louis Costes, pellicole di
cinéastes pioniere come Ulrike Ottinger, Maria Klonaris & Katerina
Thomadaki, Nilo Yalter o Barbara Hammer, una
grande pellicola femminista collectiviste di Yann
Masson o anche Venus classici ed inevitabili Boyz da Gabriel Baur !
Buono festival !
Aliocha Imhoff & Kantuta Quiros







