Vincent Dieutre/Patric Chiha

Mercoledì 14 maggio 2008 alle 20h
al cinema Méliès

 Seduta in presenza Patric Chiha e Vincent Dieutre.

in partenariato con cinema 93

 Bologna Centrale di Vincent Dieutre (2004,.62 ') '

Vincent Dieutre, che ha forgiato la sua scrittura cinematografica, utilizzando materiali autobiographiques, relazioni tra il suo ed immagine molto di una grande potenza, è uno dei importanti cinéastes della nostra epoca, diariste di una vita bruissante e sensibile legata all'omosessualità, alla droga, alle riunioni anonime o alla diversità innamorata, una vita stylisée e romantica.
Réalisateur di molti lunghi-metraggio tra documentario e romanzo, Roma spiacente (1996), lezioni di oscurità (2000), buone notizie (2001), il mio viaggio d'inverno (2002), frammenti sulla grazia (2006) o Despues della revolucion (2007), è anche membro attivo del collettivo Pointligneplan, che?uvre da molti anni per la difesa di un cinema "terzo", tra cinema ed arte contemporanea, distante dalle ingiunzioni commerciali di formati e di tipi.

bolognacentrale.jpg Al vertice della sua arte e del suo cinema letterario e malinconico, Vincent Dieutre esplora con "Bologna centrale" le tracce dell'Italia degli "anni di piombo", dopo l'attentato néofasciste contro il posto di Bologna durante gli anni 80, che mescolano la storia politica alla sua autobiografia romanzata, amori persi, riunioni sessuali, giornale delle sensazioni, poesia urbana e ruvida della città italiana.

"Una nuova pagina del giornale intima dell'autore Vincent Dieutre, strappata all'Italia, alle disillusioni collettive ed al tempo che passa." Bologna Centrale è anche una storia d'amore che si è male conclusa. Un omaggio a tutti questi compagni di viaggio la cui sommossa si è completata con scomparse abjectes, ed al primo di loro, Sandro, che fu anche l'uomo, inconsolablement amato, del primo bacio, del risveglio di una sensualité e di un gusto della sovversione che il sistema ha finito per digerire.
"così" Bologna Centrale (la pellicola)"è uscito dal seminario del segreto per diventare manifesto di un cinema libero di qualsiasi lacuna, di qualsiasi costrizione;" un arraché terzo-pellicola alla intermittence, al auteurisme ufficiale; ma anche un capitolo instabile della mia vita di cinema strappato allo aveuglement Berlusconien, alla mia memoria perforato, alla violenza amnésique dell'impero. "Vincent Dieutre"


E su una proposta di Vincent Dieutre
Dove si trova il capo della prigione?
de Patric Chiha (2007,.18 ') '

ou-se-trouve-le-chef-de-le-prison.jpg "Attraverso il questionario di un schizophrène, Jayet piacevole, si pone la questione della differenza tra il femminile ed il maschile." Interrogazione vissuta allo stesso tempo come un contenimento e come una linea di fuga, all'immagine, peraltro, dell'frontalité di una pellicola che, per finire, parte in diagonale - la diagonale del matto che decolla il concreto della sua superficie. "(François Bonenfant, Cinémathèque francese)."  Raphaël Bouvet impressionante di presenza e di fluidità di plastica in occasione del monologue che declina in dove si trova il capo della prigione, cortometraggio di Patric Chiha, realizzato a partire dal questionario che stabiliva nel 1949 un paziente dell'ospedale psichiatrico di Santo-Alban. (Dominica Widemann, l'umanità)

Questa pellicola ha beneficiato dell'aiuto alla pellicola breve, dispositivo di sostegno alla creazione, alla produzione ed alla diffusione del Consiglio generale del Seine-Saint-Denis.


Testi: AI& KQ





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